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L'Ile d'Ouessant, in bretone l'isola del terrore, è un'isoletta selvaggia e sorprendentemente bella a 20 km dalla terra ferma che serve da faro alle oltre 50.000 imbarcazioni che transitano nella Manica ogni anno.
Le case
Il mare ha fortemente influenzato la vita e le tradizioni degli abitanti dell'isola tanto che gli interni delle abitazioni, suddivisi da pannelli di legno o poco più, erano molto più simili agli interni di una barca ed erano arredati con mobili realizzati con pezzi di legno trasportati dalla corrente e trovati lungo la spiaggia.
All'esterno le case erano dipinte con i colori simbolici blu e bianco per la Vergine Maria e verde e bianco per la speranza.
Le tradizioni
Anche se oggi l'isola non è più cosė isolata rispetto alla terra ferma, molte tradizioni antiche persistono come le donne anziane che realizzano croci di merletto in memoria dei mariti dispersi, le pecore nere che pascolano ancora liberamente per l'isola ed il tradizionale ragout de mouton, l'agnello cotto al forno per cinque ore sotto uno strato di radici ed erbe, che resta molto popolare.
I fari
All'estremità occidentale di Ouessant i trova il Phare de Créac'h, il faro più potente del mondo la cui luce è visibile fino a 53 km di distanza, a 7 km più a est all'estremità opposta dell'isola trovate il Phare du Stiff.
I musei
Da non perdere anche a ovest di Lampaul, l'unico villaggio di un certo rilievo, l'Ecomusée d'Ouessant, un museo allestito in due case variopinte ed arredate in stile locale che espone documenti semplici ma commoventi sulla vita locale.
Interessante anche il Musée des Phares et des Ballises, un museo situato alla base del Phare de Créac'h, dedicato al faro e ad altri tipi di illuminazione marittima che racconta l'intrigante storia di queste installazioni di vitale importanza.
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